Sideloading, cosa è e perché alcuni (come Apple) si oppongono alla legge che lo impone?

Volta: 05/Jan Di: kenglenn 507 Visualizzazioni

Cosa è il sideloading e perché Apple si oppone alla legge che lo imporrebbe? Negli ultimi giorni potreste aver letto su giornali e siti Internet una strana parola, sideloading, che nei prossimi mesi entrerà nelle cronache quotidiane.

Perché intorno a questo termine inglese si sta accendendo una discussione molto forte che riguarda il mondo della tecnologia.

Cosa è il sideloading, perché questo vocabolo si lega ad Apple e si legge sempre più spesso?

Con sideloading ci si riferisce alla possibilità di installare applicazioni su iPhone e iPad senza passare dall’App Store ufficiale di Apple. Attualmente, senza alterare in modo piuttosto complesso il software dei dispositivi, è impossibile scaricare programmi su smartphone e tablet di Apple senza utilizzare le vie ufficiali.

Il nuovo Digital Market Act, in discussione alla commissione europea, vorrebbe imporre ad Apple di consentire l’installazione di applicazioni e servizi senza utilizzare il filtro creato dall’App Store. Insieme a MisterGadget.Tech cerchiamo di capire perché il tema sta montando in tutta Europa e perché il sideloading può essere un rischio per gli utenti di Apple.

Come funziona oggi con iPhone e iPad

Oggi, invece, chiunque voglia distribuire un’applicazione su iPhone o su iPad deve sottoporre il proprio titolo al controllo e alla valutazione dell’azienda di Cupertino, che si occupa poi della sua diffusione, incassando una commissione se si tratta di un programma o di un gioco a pagamento.

Anche gli eventuali acquisti fatti all’interno delle app, passano attraverso i canali della stessa Apple, che trattiene sempre una percentuale sulle transazioni. Per gli sviluppatori c’è un costo annuale da sostenere, oltre alle percentuali da riconoscere, ma per gli utenti ci sono numerosi indubbi vantaggi.

Perché un’applicazione possa essere inserita nell’App Store deve rispondere a rigidi requisiti di sicurezza, non può contenere contenuti malevoli e deve rispettare regole molto chiare sulla privacy e il tracciamento dei dati dell’utente.

Sideloading, cosa è e perché alcuni (come Apple) si oppongono alla legge che lo impone?

Questo filtro oltre ad essere molto utile per evitare rischi nell’uso dello smartphone e del tablet è anche molto efficace nel bloccare i tentativi di truffa. Solo nel 2020, l’app Store ha bloccato transazioni sospette per oltre 1,5 miliardi di dollari , che avrebbero danneggiato gli utenti attraverso il furto di applicazioni famose o la loro clonazione.

Il parere degli esperti sul Sideloading

Lo smartphone è il tablet che portiamo nelle nostre tasche oggi è una vera miniera di informazioni riservate, che possono rappresentare una vera ricchezza per coloro che dovessero impossessarsene. Pensate ai dati sulle carte di credito, gli accessi ai servizi di smart home, i flussi video delle videocamere di sicurezza, ma anche le informazioni sanitarie come il caso dei certificati vaccinali digitali recentemente creati per il COVID.

Gli esperti di cybersecurity dell’unione europea e quelli del governo americano hanno sempre raccomandato l’utilizzo di piattaforme certificate e sotto il pieno controllo di un unico soggetto, come l’app Store di Apple, per evitare rischi di truffe, attacchi malevoli e sottrazioni di dati agli utenti meno esperti.

E’ singolare come da un lato le istituzioni raccomandino una gestione molto rigida delle applicazioni e un vaglio severo dei rischi informatici, dall’altro invece le stesse istituzioni spingano nella direzione opposta.

Perché qualcuno vuole il sideloading?

Il tema non è semplice ed è partito dalla denuncia di colossi come Spotify o Netflix, che hanno mostrato a più riprese la loro contrarietà all’idea di riconoscere una percentuale ad Apple per le transazioni che vengono effettuate attraverso l’app Store.

Bisogna però dire che queste percentuali vengono trattenute solo nel momento in cui un utente si abbona attraverso lo stesso app Store: se attivate un abbonamento a Netflix su internet e poi scaricate la app sul vostro iPhone, nulla è dovuto ad Apple.

Molti hanno affrontato questo tema parlando di libertà di scelta degli utenti, ma nel momento in cui nell’App Store ci sono 4,2 milioni di applicazioni, di quali restrizioni possiamo parlare? La verità è che chi agita maggiormente le acque su questo tema è chi detiene un interesse economico, perché sul fronte degli sviluppatori Apple ha già fatto un passo importante riducendo in modo significativo le commissioni sulle vendite.

Il problema è che accogliendo questo genere di istanze verrebbero meno tutti i controlli sulle applicazioni che invece oggi vengono effettuati in maniera meticolosa e anche molto efficace da Apple. Basterebbe pensare all’applicazione clubhouse, che per qualche mese è stata disponibile solo su iPhone; in quel periodo i diversi Store di applicazioni di Android sono stati infestati da versioni false del programma, il cui scopo era quello di sottrarre dati degli utenti.

Probabilmente esiste un tema importante da affrontare relativo alle commissioni che i grandi produttori di tecnologia richiedono agli sviluppatori, ma è un argomento completamente diverso dalla liberalizzazione richiesta attraverso il sideloading.

Con questa pratica vengono meno i filtri parentali, non ci sono garanzie su eventuali spese fuori controllo effettuate dai minori, non esistono certezze su ciò che le applicazioni effettivamente fanno all’interno di uno smartphone o di un tablet e di quali dati degli utenti vengano utilizzati. Per il vantaggio di pochi soggetti forti, si rischia di rovinare un ecosistema sicuro, creato per agevolare soprattutto coloro che non sono esperti e per la protezione dei minori.

Questo argomento va tenuto separato e distinto rispetto a quello delle commissioni sulle vendite delle app e sulle transazioni al loro interno. Su questo fronte, in tutta trasparenza, un tavolo di discussione per trovare una soluzione che intrecci gli interessi di tutti è auspicabile, probabilmente una soluzione si troverà solo grazie all’intervento delle autorità.

Il tema non è semplice, verosimilmente gode di scarso appeal, ma riguarda la sicurezza di tutti noi, soprattutto di coloro che hanno figli, o delle persone meno esperte nell’uso dei dispositivi, che rappresentano la maggioranza di coloro che possiedono un iPhone o un iPad.

Apple ha pubblicato un documento in cui spiega approfonditamente perché il sideload è una pratica pericolosa e sarebbe un danno per gli utenti , se avete qualche minuto di tempo, vale la pena leggerlo per avere un quadro completo della materia.