DDAY.it DDAY.it "Amazon sopprime la concorrenza imponendo i prezzi". Il colosso citato in giudizio negli Usa

Volta: 18/Nov Di: kenglenn 477 Visualizzazioni

Tweet

La battaglia tra le multinazionali della tecnologia e gli enti regolatori si sposta a Washington. A poche ore dall’ultima udienza del processo che vede contrapposte Epic e Apple, il procuratore generale di Washington Karl Racine ha citato in giudizio Amazon per concorrenza sleale e abuso della posizione dominante. Per la precisione il colosso del commercio elettronico è stato accusato di soffocare la concorrenza imponendo condizioni impossibili agli stessi venditori che ospita sul suo marketplace. I venditori terzi, quindi chi vende tramite Amazon, non può avere sul suo sito (o su altri siti) prezzi più vantaggiosi di quelli che vengono offerti tramite Amazon.

In realtà Amazon nel 2019 era già stata pizzicata sulla questione, e aveva rimosso dal contratto alcune clausole che potevano portare proprio alla distorsione dei prezzi. Secondo il procuratore, tuttavia, queste clausole sarebbero state re-incorporate nella nuova politica di prezzo dell’azienda, quella che dovrebbe definire i prezzi equi di un prodotto. Prezzo che però, per essere equo e adatto ad Amazon, deve avere particolari requisiti.

DDAY.it DDAY.it

"Le politiche di Amazon hanno impedito alle piattaforme concorrenti, compresi i siti web dei venditori, di competere sul prezzo e guadagnare quote di mercato", ha detto Karl Racine in una conferenza stampa. Il riferimento ovviamente non solo per i siti dei venditori diretti, ma anche per gli altri siti che dovrebbero fare concorrenza ad Amazon. Spesso i venditori che usano il marketplace del colosso di Seattle si servono anche di altri portali per veicolare e pubblicizzare al meglio le loro merci, ma secondo il procuratore Amazon impedirebbe loro di praticare su altri siti prezzi migliori o di effettuare vendite promozionali. "La perdita di concorrenza si traduce in minor innovazione”, chiude il procuratore.

La causa è stata presentata alla Corte Superiore di Washington e il procuratore ha chiesto una revisione delle politiche e dei contratti di Amazon relativi ai prezzi, quelli che secondo l’accusa mettono alle strette gli stessi venditori che da una parte non possono rinunciare ad Amazon, troppo grande per non esserci, dall’altra sono costretti anche a rinunciare alle vendite su altre piattaforme perché il prezzo non è competitivo.