Come registrare le chiamate su Android con un’app gratuita (anche di Whatsapp, ecc.)

Volta: 24/Mar Di: kenglenn 420 Visualizzazioni

Registrare le chiamate su Android è sempre più difficile a causa di alcune limitazioni imposte da Google, soprattutto con l’aggiornamento ad Android 11. Questo a causa di alcune questioni legali in determinati paesi per cui registrare una chiamata non sempre è possibile. Ciò non vale però in Italia dove la legislazione vigente consente la registrazione di una chiamata a patto che chi registri partecipi alla conversazione ma soprattutto che l’utilizzo non si diverso dall’uso personale o giudiziario. È quindi vietato divulgare una conversazione registrare senza l’autorizzazione dei partecipanti per qualsiasi scopo. La questione legale comunque la affrontiamo più nel dettaglio nelle righe finali di questo approfondimento.

Un’app gratuita per registrare le chiamate

Per fare ciò abbiamo individuato un’applicazione compatibile con quasi tutti gli smartphone Android; il suo nome è Cube Call Recorder ACR e permette la registrazione delle chiamate (in maniera legale), che si distingue da molte altre per la possibilità (su alcuni smartphone) di registrare anche le chiamate VOIP tramite servizi quali Whatsapp, Telegram, Facebook Messenger, Skype e simili.

Le principali funzionalità offerte dalla versione gratuita sono le seguenti:

Come registrare le chiamate su Android con un’app gratuita (anche di Whatsapp, ecc.)

La versione Premium, disponibile in abbonamento al prezzo di 2,09€ ogni 3 mesi, aggiunge le seguenti funzionalità:

Cube Call Recorder ACR è disponibile per Android gratuitamente, supportata da annunci pubblicitari nel mezzo della lista delle registrazioni e dalla possibilità di abbonamento vista sopra.Richiede le autorizzazioni di accesso a: contatti, telefono, posizione (opzionale), foto/elementi multimediali/file,spazio di archiviazione, microfono, informazioni sulla connessione WiFi, ID dispositivo e dati sulle chiamate.Per il funzionamento dell’overlay durante la chiamata inoltre l’app richiede di poter essere visualizzata sopra ad altre app.

Per registrare le chiamate VOIP invece è necessario abilitare un servizio di accessibilità chiamato Cube ACR App Connector, che consente all’app di osservare le azioni dell’utente e di recuperare contenuti dalle finestre. La registrazione di tali chiamate su Whatsapp, Telegram, Facebook Messenger, Skype e simili non è disponibile su tutti gli smartphone. Tuttavia, anche se non risultasse disponibile è possibile attivare il servizio di accessibilità tramite le impostazioni dell’app e selezionare come sorgente audio per le chiamate VOIP il microfono. Con tale metodo la registrazione VOIP è risultata funzionante anche su alcuni smartphone non ufficialmente abilitati.

Come registrare le chiamate su Android

In questo video vi spieghiamo come utilizzare al meglio l’applicazione Cube ACR con anche alcuni consigli utili, a seguire il link al download sul Google Play Store.

È legale registrare le chiamate?

Avvalendoci dell’approfondimento sull’argomento di StudioLegaleMarella.it, partiamo dunque dalla questione fondamentale, senza la quale sarebbe inutile procedere con il discorso: è legale registrare le telefonate in Italia? E’ consentito quindi effettuare quella che potrebbe apparire come una “violazione” della privacy? La risposta è sì, ma ad una condizione fondamentale: colui che registra deve necessariamente far parte della conversazione, altrimenti si passa alla cosiddetta “intercettazione”, disciplinata invece molto rigorosamente; persino nell’ambito di un processo penale (qualora non si tratti ovviamente di forze dell’ordine autorizzate), risulterebbe inammissibile e inutilizzabile senza il consenso esplicito dell’intercettato.

Qualora la registrazione venga effettuata appunto da un partecipante non è configurabile l’ipotesi di reato di cui all’articolo 615-bis del Codice Penale (“interferenze illecite nella vita privata”); la Corte di Cassazione, già nel 1999 con la sentenza 7.239, e soprattutto nel 2003 con la sentenza 36.747, ha stabilito che “le registrazioni (sia telefoniche che fotografiche) di colloqui, riunioni, anche all’insaputa dell’interessato, sono perfettamente lecite ed equivalgano ad una presa di appunti scritti; non solo, la cosiddetta “registrazione fonica” costituisce valido elemento di prova davanti al giudice“. Questo perché di fatto il telefono non farebbe altro che memorizzare ciò che la persona capta già di suo. Ovviamente esistono poi norme molto severe che regolano la diffusione non autorizzata: è quindi possibile registrare una conversazione, ma non diffonderla.

Fonte e approfondimento sul tema legale: StudioLegaleMarella.it