Immuni, l’app non si può scaricare su tutti gli smartphone: su quali modelli non funziona

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coronavirus
3 giugno 2020 - 13:45

Dall’iPhone 6 in giù, i dispositivi Apple non sono supportati per scaricare l’applicazione perché non hanno accesso a all’ultima versione del sistema operativo. L’universo Android, più vasto, richiede come requisito minimo l’installazione di Android 6

diDavide Urietti

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L’app Immuni su iOS (Martina Pennisi/Corriere)
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Attesa da tempo, dal primo giugno l’app Immuni è finalmente disponibile sugli store di iOS e Android, dove ha conquistato rapidamente la vetta delle applicazioni più scaricate in Italia, raggiungendo già nelle prime 24 ore 500 mila download. Se tanti utenti sono subito riusciti a ottenere l’app che dovrà aiutare nel tracciamento dei contatti, molte persone, invece, sono tagliate fuori.

È lo stesso sito ufficiale di Immuni, nella sezione Domande, a spiegare che non tutti gli smartphone saranno supportati se non rispetteranno i requisiti relativi al sistema operativo. Su Twitter, inoltre, il team di Bending Spoons che ha sviluppato Immuni, agli utenti che stanno chiedendo informazioni sul perché non possano scaricare l’app, ha risposto: «I requisiti di sistema per usare Immuni sono imposti dalla tecnologia sottostante di Apple e Google, che non è disponibile per versioni precedenti di iOS, Android e Google Play Services». Nello specifico vediamo, quindi, quali sono le versioni necessarie dei diversi sistemi operativi per utilizzare Immuni.

iOS, quali dispositivi non possono scaricare Immuni

Per quanto riguarda iOS, il sistema operativo di Apple, i dispositivi dovranno necessariamente aver installata la versione 13.5 o superiore

. Ciò significa che gli unici melafonini che permetteranno di scaricare e utilizzare l’app sono: iPhone 11, iPhone 11 Pro, iPhone 11 Pro Max, iPhone Xr, iPhone Xs, iPhone Xs Max, iPhone X, iPhone SE (seconda generazione), iPhone 8, iPhone 8 Plus, iPhone 7, iPhone 7 Plus, iPhone 6s, iPhone 6s Plus, iPhone SE (prima generazione).

Immuni, l’app non si può scaricare su tutti gli smartphone: su quali modelli non funziona

I possessori di iPhone 6 (uscito nel 2014), di iPhone 5s e 5 (rispettivamente usciti nel 2013 e 2012), per restare ad alcuni dei modelli più apprezzati dall’utenza Apple, quindi, non potranno scaricare e utilizzare l’app di Immuni: questi melafonini, infatti, sono stati esclusi dall’aggiornamento ad iOS 13.

Android, quali dispositivi non possono scaricare Immuni

Passando ad Android, i dispositivi saranno supportati se rispetteranno tre requisiti: sistema operativo aggiornato ad Android 6 (Marshmallow, API 23) o superiore; Google Play Services versione 20.18.13 o superiore; Bluetooth Low Energy. Per quanto riguarda il sistema operativo di Google, quindi, non è necessariamente richiesta l’ultima versione disponibile (al momento è Android 10), ma una release minima. Il rilascio di Android 6 è avvenuto a ottobre 2015 e questo dovrebbe permettere il supporto a dispositivi non più recentissimi, a patto però che i Google Play Services siano aggiornati almeno alla versione 20.18.13. La versione minima richiesta per i Google Play Services è necessaria per garantire le funzionalità di Immuni. I Google Play Services aggiornati, infatti, garantiscono l’accesso alle impostazioni di privacy più recenti, l’autenticazione con i servizi di Google, ma anche l’utilizzo di nuove Api (interfaccia di programmazione delle applicazioni): sono lo strumento su cui Google ha lavorato, insieme ad Apple, per rendere possibile lo sviluppo dell’app da parte di Bending Spoons. E arriviamo, quindi, alla presenza del Bluetooth Low Energy: è richiesto per ridurre il consumo di energia dei dispositivi e al tempo stesso mantenere un intervallo di comunicazione simile al Bluetooth classico. Sarà proprio il Bluetooth Low Energy a consentire l’attivazione e il corretto funzionamento del sistema di notifiche di esposizione.

Restando ai brand più noti, come Samsung, sono esclusi dall’aggiornamento ad Android 6 smartphone come Samsung Galaxy S4 ed S3, usciti rispettivamente nel 2013 e nel 2012. I dispositivi non supportati da Motorola, invece, sono Moto G e Moto X (2013), Moto E (2014). LG G2, uno dei modelli di maggior successo del noto brand coreano, uscito nel 2013, non ha ricevuto l’aggiornamento ad Android 6. In ogni caso, visti i tanti i dispositivi che fanno parte dell’universo Android, il consiglio è sempre quello di verificare gli ultimi aggiornamenti disponibili per il proprio smartphone, entrando dal menu delle impostazioni.

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Il caso Huawei

Per quanto riguarda Huawei, la situazione è paradossale, a causa del ban imposto dagli Usa alla società cinese, da poco prolungato fino al 2021. Tutti gli smartphone usciti prima del 16 maggio 2019, giorno in cui l’azienda è stata inserita nell’Entity List, infatti, grazie ad accordi precedenti hanno potuto continuare a ricevere aggiornamenti. L’aspetto più importante è che hanno ancora accesso ai servizi di Google e questo consente di utilizzare il Play Store, da cui è possibile scaricare l’app di Immuni. Tra i top di gamma, modelli come il P30, il P20 o il Mate 20 non avranno alcun problema essendo usciti sul mercato prima del ban statunitense. Diversa, invece, è la situazione di smartphone come il P40, il Mate 30 e il Mate Xs, rilasciati sul mercato dopo il 16 maggio 2019. Per questi modelli, tuttavia, esiste lo store alternativo AppGallery: gli sviluppatori di Immuni, sul sito, hanno infatti comunicato che stanno lavorando per rendere disponibile una versione dell’app. In questo modo anche i possessori di Huawei, che non hanno accesso al Play Store, potranno quindi scaricare l’applicazione di contact tracing.

3 giugno 2020 (modifica il 3 giugno 2020 | 16:04)
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