Samsung Galaxy Z Flip 3 recensione: rivelazione o delusione? Samsung Galaxy Z Flip 3 recensione: rivelazione o delusione?

Volta: 12/Jul Di: kenglenn 494 Visualizzazioni

Sono ormai passati più di 20 giorni in compagnia di Samsung Galaxy Z Flip 3 ed è arrivato quindi il momento di parlarvene nella sua recensione completa. Dopo aver provato entrambe le generazioni passate di foldable a conchiglia di marca Samsung, questo terzo modello sarà stato in grado di convincermi pienamente?

Dopoi primi tentativi in un mercato ancora poco chiaro e nel quale gli utenti ancora faticano a inserirsi, Galaxy Z Flip 3 prova a migliorare quanto di sbagliato visto lo scorso anno con i suoi due predecessori, proponendosi con un prezzo di listino addirittura più basso e accattivante. Sarà però sufficiente, oppure le limitazioni dovute a questo strano form-factor saranno comunque troppe per spingermi a consigliarlo a un pubblico sempre più ampio e non più di soli appassionati?

Z Flip 3, lo si sceglie per il suo design

È chiaro che se siete qui a leggere questa recensione, saprete bene come l’interesse nei confronti di un dispositivo foldbale risieda principalmente nel suo design e nelle sue potenzialità a esse correlate. Che si tratti di device in grado di ampliare le proprie dimensioni, come nel caso del Samsung Galaxy Z Fold 3, oppure di ridurle per fornire un form-factor più compatto e facilmente trasportabile, proprio come nel caso dello Z Flip 3,l’elemento costruttivo e di design è principale nella scelta di questi smartphone.

Sotto questo punto di vista posso confermare come nel corso dei mesi, e con quindi l’arrivo delle nuove generazioni, la tecnologia dei display e delle cerniere sia diventata sempre più affidabile e sicura, permettendomi di godere del meccanismo di apertura e chiusura di questo Z Flip 3 in completa tranquillità e serenità.

Ovviamente i miei test e le mie prove, in compagnia di questo nuovo modello così come dei precedenti, sono limitate per lo più a qualche settimana: non posso quindi darvi un resoconto di come questi particolari possano o meno resistere nel corso di mesi e anni di costanti aperture e chiusure, ma su questo i test di laboratorio Samsung provano a offrire una garanzia importante, con un valore ipotizzato di resistenza fino a cinque anni contando circa 100 aperture quotidiane.

La grande miglioria della tecnologia pieghevole made by Samsung non è però limitata a una mia “sensazione” dovuta all’uso dei vari modelli nel corso dei mesi, ma anche a nuove implementazioni in grado di elevare questi prodotti a un livello superiore rispetto agli albori.

Il riferimento va all’introduzione dello standard di resistenza IPX8 (dove la X indica un assenza di resistenza ai danni da polvere mentre il numero 8 indica il livello di resistenza ai danni da liquidi con immersioni garantite fino a 30 minuti ad 1.5m di profondità), in grado di segnare una svolta molto importante nel mercato dei pieghevoli, che si avvicina quindi sempre più a quello degli smartphone tradizionali.

Nel caso specifico di questo Z Flip 3 la miglioria è anche da ricercarsi nello strato protettivo inserito sopra al pannello pieghevole, con la tanto famosa pellicola protettiva che segna appunto un grande step-up rispetto al passato, con una sensazione al tatto durante l’uso nettamente migliore. Ovviamente rimane una sensazione visiva diversa rispetto a un device dotato di pannello in vetro (con la possibilità di lasciare segni anche solo tramite normale uso, con le unghie per esempio), con l’area centrale dove risiede la cerniera che mostra ancora uno strano artefatto tanto alla vista quanto al tatto, passandovi il dito sopra.

Questo aspetto forse rimane quello più limitante per coloro che vogliono avvicinarsi al mercato dei pieghevoli dopo anni di utilizzo di dispositivi tradizionali. Di contro posso però dire che davvero questa strana sensazione non vi accompagnerà per più di qualche ora o al massimo qualche giorno, diventando non più di un elemento come gli altri (il riferimento va per esempio al notch interno per la fotocamera che è diventato ormai uno standard nel mercato smartphone) in attesa ovviamente di poter vedere l’arrivo di nuove tecnologie sempre più affinate nelle prossime generazioni in grado di garantire sensazioni migliori alla vista e all’uso.

Sul fronte della qualità però non trovo vere e proprie critiche da rivolgere a Samsung. Al netto infatti dei riflessi maggiori dettati dalla piega, i colori riprodottisono al pari di un qualsiasi Samsung non pieghevole tanto per vivacità quanto per nitidezza, con ottimi contrasti ed una piacevolezza visiva veramente ai vertici ai quali l’azienda ci ha abituati.

Samsung Galaxy Z Flip 3 recensione: rivelazione o delusione? Samsung Galaxy Z Flip 3 recensione: rivelazione o delusione?

La presenza del supporto al refresh rate dinamico fino a 120Hz è l’ennesima riprova di quanto siano reali e importanti gli sforzi dell’azienda nel rendere sempre più simili i prodotti Foldable a quelli tradizionali, per una resa finale che considero sempre più matura.

Se da una parte il display interno quindi può mostrare ancora qualche differenza e limitazione, all’esterno è dove questo Z Flip 3 dimostra di aver ascoltato le critiche degli utenti nei confronti dei modelli precedenti. La piccola finestrella esterna vista sui primi Flip viene infatti sostituita da un ben più largo schermo da 1.9 pollici in grado di dimostrarsi nettamente più utile e godibile (anche se ancora lontano dall’essere perfetto, come spiegheremo a brevissimo), permettendo all’utente di non dover ricorrere all’apertura del terminale anche per operazioni banali come il controllo delle notifiche, del meteo o della riproduzione musicale.

Un vero top di gamma (con due postille)

Il design, come spesso raccontato nel corso delle varie recensioni, non sarebbe nulla senza una buona base hardware a supporto. In questo caso Galaxy Z Flip 3 si propone sul mercato come un vero e proprio top di gamma alla lettura della scheda tecnica, con quasi tutte le spunte in ogni settore e pochissime limitazioni tangibili.

Il fatto però che si tratti di un dispositivo così particolare e unico per via della sua particolare abilità, permette ancora di evidenziare qualche mancanza rispetto ai suoi fratelli “non pieghevoli”, in grado di far storcere il naso ai più fanatici delle componenti hardware.

  • Display esterno da 1.9″ Super AMOLED
  • Processore Qualcomm Snapdragon 888
  • Fotocamera principale 12MP (grandangolo)+12Mp(ultra grandangolo)
  • Fotocamera frontale da 10MP
  • 8GB memoria RAM
  • 128-256 GB memoria utente
  • Dual Sim, sim fisica+ E-sim
  • 5G
  • GPS, Glonass, Beidou, Galileo, QZSS
  • Bluetooth 5.1
  • Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac/ax 2.4G+5GHz, HE80, MIMO, 1024-QAM
  • USB Tipo C 2.0 (no supporto a Samsung Dex)
  • Android 11 con personalizzazione OneUI 3.1
  • Dimensioni
  • Batteria 3300 mAh
  • SmartphoneGeekbench 5Geekbench ML3DMarkPCMark Work 3.0 Speedometer 2.0Jetstream 2
    Single-coreMulti-coreCPUGPUNNAPIWild LifeWild LifeStress TestPerformance
    Z Flip 3794259433915819694113 (24.60 fps)4484-3445 (76.8%)1069560.7(±1,1)64560
    OnePlus 91127361841516664165692 (34,10 fps)5709 – 3182 (55,7%)1319419,3 (±0,90)23707
    Pixel 6 Pro10062630327138117316534 (39,10 fps)6506 – 3820 (58,7%)1131495,9 (±7,4)80917

    L’analisi dei dati dei benchmark, che non sono da soli in grado di restituire un’immagine completa delle performance di un prodotto, ci aiutano a capire però alcuni aspetti dello stesso. Nel caso di questo Samsung Galaxy Z Flip 3 infatti, seppur la scheda tecnica di base sia in condivisione con altri modelli basati su stessa architettura, i dati di calcolo e di potenza risultano minori rispetto a quelli attesi.

    Questa riduzione nella vita reale di tutti i giorni non comporta né una grande perdita né una differenza netta tangibile di prestazione, ma è il sintomo che qualcosa in Samsung sia stato pensato per mettere una potenziale pezza ad una criticità altrimenti incontrollata, ovvero l’autonomia.

    Se quindi l’adozione di un processore top di gamma e di una serie di ottime componenti interne potrebbe far propendere per un giudizio sostanzialmente positivo, due risultano le principali aree di critica che si possono contestare a questo Z Flip 3. il riferimento è al comparto camere (con una resa finale che vedremo nel dettaglio a breve e che sostanzialmente non si discosta tanto da quanto ottenibile con un normale smartphone medio gamma attuale) e al comparto batteria e autonomia, con i soli 3300 mAh che non sono assolutamente in grado di pareggiare le performance di quasi tutti i suoi competitor del mercato high-end. A breve ne riporterò l’analisi con i miei dati e i miei risultati nel corso delle varie giornate in sua compagnia.

    Comparto multimediale, un’occasione sprecata?

    Non sono un ingegnere e non so nel dettaglio quelle che sono state le sfide che Samsung si è trovata ad affrontare nella creazione di questa linea di prodotti pieghevoli, fatto sta però che le camere a bordo di questo Z Flip 3 non rendono giustizia al prodotto in sé, soprattutto se contestualizziamo i risultati al prezzo di listino richiesto dal produttore per questo smartphone.

    Sia chiaro, gli scatti non sono da buttare e grazie soprattutto a un grande lavoro software, ottenere brutte foto sarà davvero difficile in ogni contesto e con tutte le diverse illuminazioni. Il fatto di non poter però contare su nessuna delle più recenti implementazioni hardware viste nel mercato smartphone di recente, per esempio le camere zoom dedicate oppure quelle super macro, evidenzia ancora di più tutti i limiti delle due “semplici” ottiche da 12MP al posteriore, che alla fine offrono risultati sempre in linea delle loro modeste aspettative, senza mai strafare.

    Anche lato video, per quanto concerne gli scatti con la fotocamera anteriore, i risultati sono abbondantemente sotto quelli che possiamo trovare con altri device da oltre mille euro di listino, con una sensazione generale ben lontana quindi dall’ideale.

    Durante l’uso del comparto fotografico e multimediale mi è capitato poi in più di un contesto di riscontrare episodi di surriscaldamento al posteriore, contribuendo così a evidenziare maggiormente il secondo grande difetto di questo Z Flip 3.

    Autonomia da dimenticare

    Il secondo grande difetto già anticipato dello Z Flip 3 è proprio la scarsa attitudine del device all’accompagnarvi nel corso dell’intera giornata. Le ho provate davvero tutte, a partire dall’attivazione dei risparmi energetici software passando per l’impostazione del pannello a 60Hz, senza riuscire mai a coprire nessuna delle mie giornate intense con una singola carica, con risultati che in alcuni contesti mostravano addirittura meno di tre ore di schermo acceso prima che la batteria arrivasse allo 0%.

    Si tratta di una situazione non ideale, che però è (purtroppo) ampiamente in linea con la scheda tecnica generale, con l’accoppiata 3300 mAh e processore molto energivoro che non potevano che regalare questi risultati. In giornate di uso scarso o comunque non intensissimo sono riuscito ad avere come risultato massimo quattro ore e mezza di display acceso, con uso prevalente di Wi-Fi.

    Questi dati sono semplicemente insufficienti e in relativo ancora peggiori rispetto alle analisi del comparto fotocamere, dal momento che un terminale così prestante e così piacevole altresì da usare, che vede la sua “morte” entro le 19, mette in crisi tutti i ragionamenti generali possibili, offrendo al pubblico ben più di un motivo per non essere considerato.

    Essere obbligati ad effettuare almeno due ricariche quotidiane è un difetto che viene messo ancora più in evidenza dalla strana scelta di Samsung di equipaggiare questo pieghevole con soli 15W di velocità di ricarica cablata (che scendono a 10W tramite wireless). Si tratta di una scelta francamente incomprensibile in un mercato che viaggia a velocità almeno triple e che ci obbligherà a studiare attentamente le nostre giornate in relazione ai tempi maggiori di ricarica.

    Almeno sotto questo aspetto i “soli” 3300 mAh di capacità della batteria non ci a ad atvrebbero obbligato ad attese troppo lunghe: una bella ricarica ultra rapida avrebbe permesso magari con soli 15 miuti di dimenticare (o quantomeno rendere molto meno pesanti) tutti i problemi di autonomia di questo dispositivo.

    Software classico Samsung, con qualche chicca per il secondo display

    In attesa di Android 12 e della nuova interfaccia OneUI 4 di Samsung, prevista ancora per la fine di quest’anno, le mie prove di questo Z Flip 3 hanno visto l’accoppiata Android 11 e OneUI 3.1.

    Si trata di un pacchetto ormai collaudato e ben ottimizzato (nei discorsi autonomia appena conclusi vi offro anche un dato del solo 2% orario di scarica se lasciato in stand-by con tutte le connessioni attive), che offre all’utente finale moltissime opzioni di personalizzazione con tante app e servizi precaricati da Samsung pensati per i diversi usi e necessità degli utenti.

    Nel corso di questa recensione quindi voglio puntare il focus sulle opzioni uniche di questo terminale, il tutto per lo più dedicate all’interazione con il pannello esterno. Come detto in fase iniziale di questa recensione, si tratta di un grande passo in avanti rispetto ai precedenti modelli, purtroppo però non ancora sfruttato a dovere via software.

    Lo spazio extra a disposizione ci permette infatti di interagire in maniera migliore con le notifiche in entrata e con altri servizi (denominati widget da Samung ed impostabili via software), senza però poter rappresentare una reale alternativa al dover aprire il display principale per completare l’operazione.

    Mi riferisco qui proincipalmente alle notifiche, che possono sì essere mostrate e raccolte in un area dedicata del pannello secondario, ma a cui non si potrà in alcun modo rispondere, neanche con messaggi pre-impostati. Una miglioria quindi a metà, con la speranza che Andorid 12 possa portare magari una tastiera esterna (digitale o vocale) in grado di poter risolvere questo problema.

    Z Flip 3: la migliore esperienza pieghevole?

    Giunti in conclusione, quali sono i miei pensieri finali quindi per questo Z Flip 3? Probabilmente la sensazione principale che mi rimane dopo tutte le giornate in sua compagnia è quella del dispiacere. Dopotutto è evidente, soprattutto per me che ho avuto modo di toccare con mano le varie generazioni di pieghevoli, il passo in avanti nell’evoluzione di questa tecnologia, sempre più affidabile e convincente a livello estetico e costruttivo.

    D’altro canto, le tante limitazioni presenti purtroppo forse non possono semplicemente essere superate in questo periodo storico tecnologico. Mi riferisco ancora una volta non solo alle fotocamere e alla batteria (sia per durata che per tecnologia di ricarica), due aree che da sole potrebbero allontanare tutti coloro alla ricerca di un top di gamma completo e piacevole, ma anche alla qualità in sé del pannello display, ancora lontana dai vertici attuali della categoria.

    Il punto di svolta è quindi rappresentato solo da tutti coloro o alla ricerca di un prodotto semplicemente “figo“, in grado di lasciare ancora di stucco tutti i non addetti ai lavori e non appassionati, oppure a coloro che riescono a cogliere le varie opzioni di promozione che vedono spesso protagonista questo terminale.

    Se è vero che 1099 euro sono tanti e le aree di criticità troppo evidenti, tutti questi dispiaceri e limiti a 599 euro (prezzo raggiunto in questo recente periodo di Black Friday 2021) potrebbero assumere un altro contorno, facendo diventare il Galaxy Z Flip 3 di colpo più appetibile ed apprezzabile. Occhio però, anche a prezzi promozionali, mettete in conto l’aquisto di un bel powerbank…